Didier Drogba si ritira dalla nazionale ivoriana

[db] Didier Drogba, trentaseienne attaccante e capitano della Costa d’Avorio, ha annunciato il suo ritiro dalla nazionale dopo dodici anni, 104 presenze e 65 gol. L’attaccante ha dichiarato: “Sono orgoglioso di aver capitanato questa squadra per otto anni. È con grande tristezza che ho deciso di ritirarmi dal calcio internazionale. Non posso esprimere abbastanza gratitudine ai fan per tutto l’amore e il supporto che mi hanno dato durante questi anni. Tutti i miei gol, le mie presenze, le nostre vittorie sono per voi. Devo molta gratitudine ai miei compagni di squadra, i giocatori con cui ho condiviso tutte queste emozioni, e auguro a tutti loro grandi successi in futuro”.

Drogba, appena tornato al Chelsea con un contratto di un anno dopo una parentesi tra Cina e Turchia (Shànghǎi Shénhuà e Galatasaray). Con i Blues Drogba ha vinto la Champions League del 2012, rendendosi decisivo due volte nella finale contro il Bayern Monaco: fu sua la rete del pareggio 1-1 a due minuti dalla fine del tempo regolamentare e fu suo il quinto e decisivo rigore del Chelsea.

Nella nazionale ivoriana, che recentemente ha cambiato CT, nominando il francese Hervé Renard, Drogba è stato un giocatore chiave fin dal suo esordio avvenuto l’8 settembre 2002 contro il Sud Africa. Con Drogba in campo la Costa d’Avorio ha ottenuto la sua prima, storica, qualificazione alla Coppa del Mondo, avvenuta in un momento in cui la Costa d’Avorio stava vivendo da anni un conflitto civile. Il momento della qualificazione è entrato nella storia anche per motivi extra-calcistici, ovvero per l’appello all’unità nazionale lanciato da Drogba, capitano di quella nazionale, di fronte alle telecamere: “Ivoriani, per la Coppa del Mondo abbiamo mostrato che una Costa d’Avorio unita può avere obbiettivi condivisi. Ci auguriamo che i festeggiamenti riuniscano l’intero popolo. Vi chiediamo in ginocchio di deporre le armi e organizzare libere elezioni”.

Il trattato di pace tra governo e ribelli, sostenuto da un’amnistia generale, dalla nomina di un governo di transizione e dalla riammissione al voto di tre milioni di elettori, avverrà un anno dopo il primo mondiale degli ivoriani e pochi giorni prima dell’assegnazione del Pallone d’Oro africano a Drogba, che deciderà di presentare il riconoscimento anche a Bouakè, roccaforte dei ribelli, strappando al presidente Laurent Gbagbo l’impegno di far disputare nella città un incontro della nazionale. L’incontro, una vittoria 5-0 contro il Madagascar chiuso da una rete dello stesso Drogba, rappresenterà simbolicamente la fine del conflitto, come titolerà anche un quotidiano locale: “Cinque reti cancellano cinque anni di guerra”.

Il racconto sul ruolo giocato da Drogba durante la guerra civile deve molto all’articolo scritto da Massimo Brignolo per il numero zero di Pianeta Sport.

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