Caso Etekiama: il Ruanda squalificato dalla Coppa d’Africa

[db] Il CAF ha preso una decisione riguardo Daddy Birori, il giocatore della nazionale ruandese squalificato per aver giocato sotto due identità diverse con la nazionale e con il suo club, l’AS Vita Club di Kinshasa, per cui giocava con il nome di Taddy Etekiama Agiti. La squalifica era arrivata dopo un esposto da parte della federcalcio del Congo Brazzaville, contro cui il giocatore era sceso in campo durante l’andata del secondo turno di qualificazione a Pointe-Noire. La decisione, presa dopo aver visionato la documentazione prodotta dalle federcalcio di Ruanda, Congo Brazzaville e Congo Kinshasa e dopo aver ascoltato una testimonianza del giocatore, è stata quella di dare partita vinta al Congo, eliminare il Ruanda dal torneo di qualificazione alla Coppa d’Africa e riammettere nella competizione il Congo Brazzaville, che così si unirà a Nigeria, Sudan e Sud Africa nel gruppo A delle qualificazioni.

Il Ruanda diventa così la quinta squadra ad abbandonare le qualificazioni di Coppa d’Africa per ritiro o squalifica. Nel turno preliminare si era registrato il ritiro dell’Eritrea, che avrebbe dovuto affrontare il Sudan del Sud, probabilmente per paura di una fuga di massa da parte dei giocatori, come già avvenuto nel 2009 in Kenya, nel 2011 in Tanzania e nel 2012 in Uganda. Nel primo turno erano arrivate invece le squalifiche di Guinea Equatoriale (per aver schierato l’ineleggibile Thierry Fidjeu) e Gambia (per aver schierato giocatori fuori quota in una gara di qualificazione al Campionato Africano under 20). Nel secondo turno, infine, il ritiro delle Seychelles per evitare di dover ammettere sul proprio suolo i giocatori della Sierra Leone colpita dall’epidemia di Ebola.

Secondo il CAF le identità di Daddy Birori e di Taddy Etekiama Agiti sono riferite alla stessa persona, che utilizzava inoltre un’età differente nel proprio passaporto. La federcalcio ruandese sostiene di essere all’oscuro della doppia identità del giocatore, mentre dall’investigazione del CAF emergerebbe che il giocatore era stato convocato come Taddy Etekiama Agiti per rappresentare la squadra nazionale. Nel dispositivo, il CAF si riserva il diritto di confermare l’esatta durata della squalifica del giocatore e di imporre sanzioni aggiuntive, se ritenute necessarie, dopo il prossimo incontro del Comitato Organizzatore, il 17 settembre. Vincent Nzamwita, presidente della Ferwafa, ha dichiarato che la federcalcio ruandese farà ricorso contro la decisione del CAF. La sentenza, inoltre, preserverebbe il club di Etekiama, l’AS Vita Club – ora qualificato alle semifinali di CAF Champions League anche grazie ad alcune reti decisive dell’attaccante – da sanzioni, in quanto non responsabili. Al club è stato comunque chiesto di “regolarizzare la situazione di doppia identità”.

In un’intervista concessa a Radio France Internationale, il CT del Congo Brazzaville, il francese Claude Le Roy, ha spiegato che, avendo allenato anche la nazionale del Congo Kinshasa, era a conoscenza del giocatore e possedeva informazioni a suo riguardo. “Sapevamo che aveva un’altra identità sotto i colori dell’AS Vita Club, e che i dirigenti del Vita hanno sempre rispettato tutte le regole. Nella squadra nazionale del Ruanda, ha ricevuto un’altra data di nascita e un passaporto differente. Siamo stati molto gentili in questo caso, perché avremmo potuto portare il nostro reclamo durante l’intervallo del match di andata a Pointe-Noire. Avevo discusso con i ruandesi, avvertendoli che eravamo sicuri del fatto nostro. La migliore prova è che il giocatore, da allora, non ha giocato alla partita di ritorno e non ha più giocato con il Vita Club. I dirigenti del Vita Club non vogliono subire sanzioni quando non sono responsabili di nulla”. Commentando il ricorso, Le Roy ha sostenuto che i fatti sono talmente chiari che sarà impossibile che i ruandesi possano averla vinta. Infine, alla domanda sulla partita d’esordio in Nigeria, paese recentemente colpito dall’epidemia di Ebola, ha detto di non pensare che la partita si possa disputare in Nigeria, dal momento che le autorità del paese hanno dichiarato lo stato d’emergenza.

Dal suo account Twitter Stephen Constantine, CT del Ruanda che abbiamo intervistato la scorsa settimana, ha commentato: “Sono amareggiato e deluso della decisione del CAF, lo stesso ricorso era stato presentato dalla Libia (affondata per 3-0 proprio grazie a una tripletta di Daddy Birori, ndA) e venne rigettato, quindi cosa è cambiato? Una grande vergogna”.

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