Algeria: campionato sospeso in omaggio ad Albert Ebossé

[db] Dopo la tragica morte di Albert Ebossé Bodjongo, l’attaccante del JS Cabilia ucciso da un lancio di oggetti da parte dei suoi stessi tifosi, la Fédération Algérienne de Football ha deciso di sospendere indefinitamente il campionato di calcio. La decisione iniziale era stata quella di sospendere la terza giornata del campionato, prevista per il fine settimana del 29-30 agosto, “in segno d’omaggio al giocatore Albert Ebossé, deceduto tragicamente e, allo stesso tempo, in protesta nei confronti delle azioni irresponsabili di certi hooligans”. In una seduta eccezionale, però, il consiglio di amministrazione della Ligue de Football Professionel ha deciso la sospensione a tempo indefinito di tutte le gare. La federcalcio, la lega e il club del JS Cabilia ha deciso di disporre di un’indennità di dieci milioni di dinari (centomila dollari) alla famiglia di Ebossé. La società, inoltre, ha deciso che continuerà a versare alla famiglia i salari del giocatore fino alla data di scadenza del suo contratto con il Cabilia.

Lo stadio Premier Novembre di Tizi-Ouzou, l’impianto di casa del JS Cabilia dove si è consumata la tragedia, è stato chiuso fino a data da destinarsi: secondo BBC Africa nell’impianto erano in corso dei lavori e i supporter hanno potuto raccogliere da terra le pietre lanciate in direzione dei giocatori. Il presidente della LFP Mahfoud Kerbadj ha parlato di un crimine: “Ero presente allo stadio Premier Novembre di Tizi-Ouzou dove ho assistito a una partita veramente piacevole. Non avrei mai immaginato che cosa avrebbe potuto produrre. Veramente, questa è una catastrofe”. Zinedine Ferhat dell’USM Algeri, avversario del JS Cabilia nella partita fatale a Ebossé, ha voluto scusarsi a nome di tutti gli algerini nei confronti dei “fratelli camerunensi” e ha dichiarato “Non ho alcuna voglia di riprendere il campionato dopo la morte di Ebossé” e “Se avessi la scelta di perdere e che Ebossé restasse in vita, sceglierei la sconfitta dell’USM Algeri”. Ferhat è solo una delle tante voci che si sono strette nel ricordo del calciatore.

Albert Ebossé era considerato un idolo della curva del JS Cabilia, squadra a cui si era unito all’inizio della scorsa stagione, contribuendo a portare la squadra al secondo posto, alla qualificazione alla CAF Champions League e alla finale di Coppa di Algeria e laureandosi capocannoniere della Ligue Professionnelle 1 con diciassette reti. In sole due giornate di questa stagione, Ebossé aveva già inanellato un assist e due gol, l’ultimo dei quali su rigore nella gara che gli sarebbe stata fatale, e ambiva a ottenere una chiamata per la nazionale camerunense, di cui aveva già vestito sei volte la maglia. Da due giorni era diventato padre di una bambina, nata in Camerun.

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