Regine d’Africa: l’Onnipotente Mazembe

Inizia oggi Regine d’Africa una nuova rubrica di Africalcio – L’Afrique du Foot, che ogni giovedì vi presenterà la storia e l’attualità di una delle squadre storiche del calcio africano. Cominceremo la nostra carrellata dalla Repubblica Democratica del Congo e dal Tout Puissant Mazembe (TP Mazembe), squadra quattro volte campione d’Africa e prima finalista africana alla Coppa del Mondo per club.

Origini missionarie e scoutiste

Tanti nomi, quanti ne ha avuti nella sua storia travagliata il suo paese. Nel 1939 il Congo Belga è da trent’anni una colonia amministrata direttamente dal parlamento di Bruxelles, dopo essere stato per quasi quarant’anni possedimento personale del re dei Belgi Leopoldo II, finanziatore delle esplorazioni di sir Henry Morton Stanley. Quello che oggi è il TP Mazembe nasce in quell’anno a Élisabethville, l’attuale Lubumbashi, la seconda città del Congo e il capoluogo della provincia sudorientale del Katanga. Il primo nome è FC Saint-Georges, che ne denuncia l’origine religiosa: la squadra viene infatti fondata dai missionari benedettini dell’Institut Saint-Boniface per gli allievi dell’istituto e viene battezzata in onore di San Giorgio, patrono degli scout.

Il calcio, in tutto il Congo Belga, viene introdotto principalmente dai missionari cattolici, pronti a promuovere attività parascolari, sportive e scoutistiche per i congolesi. Le prime squadre di calcio nascono attorno al 1918 a Léopoldville (l’attuale capitale Kinshasa) e il padre fondatore del calcio congolese, il prete belga Raphaël de la Kethule, fonda l’Union Sportive de Léopoldville per organizzare l’attività calcistica. Analogamente, a Élisabethville il calcio verrà organizzato dalla FRASI (Fédération Royale des Associations Sportives Indigènes), alla cui prima divisione si affilierà, nel 1939, il FC Saint-Georges, che concluderà il campionato al terzo posto dietro al Léopold e al Prince-Charles (oggi Vijana Katuba e Lubumbashi-Sports).

Il primo cambio di nome avviene nel 1944, quando i giovani scout del FC Saint-Georges diventano guide e cambiano il proprio santo patrono: il club è ribattezzato Saint Paul FC. Qualche anno più tardi i missionari abbandoneranno la gestione della squadra, che ormai ha incorporato diversi elementi estranei all’istituto, e cambierà nuovamente nome, ribattezzandosi FC Englebert per via del proprio sponsor, una famosa marca di pneumatici belga poi incorporata dal marchio Uniroyal nel 1958.

L’indipendenza, la guerra e l’invincibile Mazembe

Nel 1960 la Repubblica Democratica del Congo ottenne la propria indipendenza dal Belgio sotto la guida del Mouvement National Congolais di Patrice Lumumba. Il processo di indipendenza del Congo fu particolarmente violento e complesso, con insurrezioni secessioniste nelle province del Kasai meridionale e del Katanga, guidato da Moïse Tshombé. In breve tempo si susseguirono l’assassinio di Lumumba, la proclamazione dell’indipendenza del Katanga, il breve governo di Tshombé, poi deposto da un golpe nel 1965, condannato a morte in contumacia e morto in internamento in Algeria nel 1969. I sanguinosi avvenimenti congolesi furono influenzati dagli interventi internazionali e dal ricorso a truppe mercenarie da parte delle diverse fazioni.

Con l’indipendenza, nacque anche il primo campionato nazionale congolese. La prima edizione, disputata prima dell’indipendenza nel 1958, vide trionfare un’altra squadra di Lubumbashi, il Saint Eloi Lupopo. La stagione successiva venne disputata solo nel 1963 e si dovette attendere il 1966 perché un’altra squadra del Katanga si imponesse: fu proprio l’Englebert a vincere il titolo del 1966, senza perdere nemmeno una partita e realizzando un triplete ante-litteram (oltre al campionato nazionale, anche la Coppa del Congo e la Coppa del Katanga). Fu in questa occasione che al nome della squadra venne aggiunta la denominazione Tout Puissant, Onnipotente. In seguito ad Englebert venne aggiunto anche l’appellativo Mazembe, ovvero “bruco” in lingua swahili, come simbolo della potenza dell’animale.

Il trionfo del TP Englebert non si fermò ai confini del Congo: il titolo fu replicato nel 1967 e nel 1969 e, soprattutto, l’Englebert disputò tra il 1967 e il 1970 quattro finali consecutive nella Coppa dei Campioni africana, vincendola nei due primi tentativi. Il primo trionfo continentale, nel 1967, arrivò per ritiro dei rivali, i ghanesi dell’Asante Kotoko, dopo che le prime due gare si erano entrambe concluse sul pareggio. Nel 1968 l’Englebert trionfò sui togolesi dell’Étoile Filante di Lomé, battendoli in casa 5-0 e perdendo 4-1 la trasferta. Nel 1969 e nel 1970 il TP Englebert dovette accontentarsi del secondo gradino, perdendo le finali contro gli egiziani dell’Ismaily e contro l’Asante Kotoko.

Anni di anonimato

Dopo la sconfitta con l’Asante Kotoko del 1970, l’Englebert scivola nell’anonimato per diversi decenni. Il campionato del Congo – diventato Zaïre nel 1971 dopo l’instaurazione del dittatore Mobutu alla guida del paese – ha trovato un nuovo dominatore, il Vita Club di Kinshasa, e la squadra di Lubumbashi riesce a vincere il titolo solo nel 1976 e nel 1987, ottenendo anche due titoli di Coppa nel 1976 e nel 1979. Proprio la Coppa nazionale regala al Mazembe un nuovo lampo di gloria continentale: qualificato per la Coppa delle Coppe africana dell’anno successivo, il TP Mazembe arriva fino in finale, dove batte gli ivoriani dell’Africa Sports National e mette le mani sul trofeo.

Il multimilionario Mazembe

Nonostante il successo del 1980, i Corvi (così soprannominati nonostante lo stemma della squadra rechi l’immagine di un coccodrillo) restano nell’anonimato ancora a lungo. A cambiare la situazione è l’arrivo di Moïse Katumbi Chapwe alla presidenza del club. Katumbi è un imprenditore minerario e politico ambizioso, che punta a rendere la sua squadra il miglior club africano. Secondo il corrispondente africano dell’Independent e autore del libro Africa United Steve Bloomfield, intervistato per il New York Times da Jack Bell, Katumbi non si fa problemi a spendere soldi, “che si tratti di costruire nuove strade in Katanga o comprare un attaccante superstar. […] Lui è disposto a spendere quello che serve perché la sua squadra diventi la migliore in Africa”. Proprio Katumbi ha finanziato la costruzione dello Stade TP Mazembe nel 2011, un impianto in terreno artificiale da diciottomila posti ufficiali (anche se la capienza è arrivata a trentamila) che ospita anche il Cercle Sportif Don Bosco, squadra di Lubumbashi fondata dai salesiani, che funge anche da feeder club per il Mazembe.

Katumbi – figlio di una congolese e di un ebreo sefardita fuggito dall’isola di Rodi durante l’occupazione dell’Italia fascista – aveva preso la guida del club per la prima volta nel 1983, a soli 19 anni. La sua biografia non è chiara: passò a più riprese diversi anni in Zambia. Esiliato la prima volta durante il regime di Mobutu, secondo la leggenda – riportata dal sito economico sudafricano Business Daily – instascò oltre quattro milioni di dollari in aiuti alimentari destinati alle comunità zambiane. Tornò in Zambia nel 2000, per tre anni di esilio forse auto-imposto, anche se il suo ritratto nel sito del club racconta che “per motivazioni politiche, gli era vietato mettere piede in Katanga”.

Al suo rientro nel 2003 fece un ingresso trionfante allo stadio di Lubumbashi, rivolgendosi alla folla così: “Cari fratelli e sorelle, dopo tre anni di esilio, eccomi tornare in mezzo a voi. Ritorno per la ricostruzione del paese e per il benessere della nostra popolazione. So che la gente è con me. Insieme, noi dovremo lottare contro coloro che vogliono avvilirci”. Tre anni dopo diventerà il primo governatore eletto della provincia del Katanga. Al Business Daily si giustificò dicendo: “Quando sono diventato governatore ero in una posizione scomoda. Ero nel settore finanziario e prima avevamo un sistema, che era corrotto. Perfino io, se vi dicessi che non ho corrotto vi mentirei. Così quando sono stato eletto ho chiamato tutti e ho detto che non avrei ricercato il dossier storico di tutti quanti. Perfino io ho un dossier in questa provincia. Non c’è nessuno che sia pulito. Così ho detto di chiudere il capitolo, perché se cominci a ricercare continuerai a ricercare e non andrai avanti. Così li ho messi a loro agio e oggi stanno aiutando il paese e pagando le tasse. Siamo l’unica provincia che ha quasi decuplicato le proprie entrate in sette mesi”.

Dall’avvento di Katumbi, il TP Mazembe è tornato a essere una potenza non solo a livello nazionale (dal 2000, quando vinse il primo titolo dopo tredici anni, il Mazembe ha vinto nove campionati congolesi, diventando nel 2013 la squadra più titolata del paese), ma anche a livello continentale: nel biennio 2009/2010 il Tout Puissant ha replicato la storica doppietta 1967/1968 dell’Englebert, imponendosi in finale di CAF Champions League sui nigeriani dell’Heartland FC e sui tunisini dell’Espérance de Tunis, demoliti 5-0 a Lumbumbashi. Unica squadra a difendere per ben due volte il proprio titolo in finale, il Mazembe è la squadra dell’Africa sub-sahariana più titolata: quattro titoli nella maggior competizione continentale, seconda solo alle egiziane al-Ahly (8) e Zamalek (5).

Oltre alla Champions, il Mazembe si è aggiudicato le due supercoppe CAF del 2010 e del 2011 (contro Stade Malien e FUS Rabat) e sono stati la prima squadra africana, e la prima squadra non europea o sudamericana, a disputare una finale della Coppa del Mondo per club nel 2010. I congolesi affrontarono l’Inter di Rafa Benítez di fronte a quarantaduemila spettatori il 18 dicembre 2010, affondando sotto le reti di Pandev, Eto’o e Biabiany, dopo aver eliminato durante il torneo i messicani del Pachuca e i brasiliani dell’Internacional di Porto Alegre.

Palmares

14 campionati nazionali (1966, 1967, 1969, 1976, 1987, 2000, 2001, 2006, 2007, 2009, 2011, 2012, 2013, 2014)
5 coppe nazionali (1966, 1967, 1976, 1979, 2000)
2 Supercoppe nazionali (2013, 2014)

4 Coppe dei Campioni/CAF Champions League (1967, 1968, 2009, 2010), 2 volte finalista (1969, 1970)
1 Coppa delle Coppe (1980)
2 Supercoppe CAF (2010, 2011)
1 volta finalista in CAF Confederation Cup (2013)
1 volta finalista nella Coppa del Mondo per Club (2010)

 

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