Coppa d’Africa, day 6: Il Senegal ipoteca i quarti, alla Tunisia il derby del Maghreb

La prima qualificata ai quarti di finale della Coppa d’Africa Gabon 2017 è il Senegal: due vittorie in due incontri bastano ai Leoni della Teranga a staccare il biglietto per la fase a eliminazione diretta. Il derby nordafricano tra Tunisia e Algeria ribalta invece i pronostici, rilanciando la Tunisia di Kasperczak e appaiando una fin qui deludente Algeria allo Zimbabwe al quarto posto, con la possibilità di mancare la qualificazione.

ALGERIA – TUNISIA 1-2
Mandi (ALG) 50′ ag., Sliti (TUN) 66′ rig., Hanni (ALG) 90+1′
HIGHLIGHT

La Tunisia di Henryk Kasperczak stravolge i pronostici e batte, non senza qualche preoccupazione, la nazionale algerina guidata dal belga Georges Leekens. Il belga boccia, rispetto al deludente pareggio con lo Zimbabwe, il terzino destro Belkhiter (sostituito da Mohamed Meftah), mentre perde per infortunio Soudani e soprattutto il portiere Raïs M’Bolhi. L’ala sinistra viene sostituita da Rachid Ghezzal del Lione, mentre tra i pali prende posto il poco più che esordiente Malik Asselah, una sola presenza in nazionale.

Due cambi per Kasperczak rispetto alla sconfitta con il Senegal, entrambi a centrocampo: al fianco di Ferjani Sassi non ci sono più Lahmar e Azouni, sostituiti da Mohamed Ben Amor e dal “corso” Wahbi Khazri del Sunderland.

Entrambe le squadre giocano a viso aperto, e l’incontro è fin da subito appassionante ed equilibrato, con quattro occasioni nei primi undici minuti. Al 5′ Yacine Brahimi, su punizione diretta, costringe il portiere tunisino Aymen Mathlouthi a spingere il pallone oltre la traversa con la punta delle dita. Sull’angolo risultante Mathlouthi è di nuovo determinante: Ramy Bensebaini prolunga il pallone di tacco e Islam Slimani del Leicester corregge di testa verso la rete. Solo il piede del portiere dell’Étoile du Sahel nega all’Algeria il vantaggio.

Al 10′ prima occasione di marca tunisina, con una punizione di Khazri sul primo palo deviata in corner da Asselah. Un minuto dopo ci prova Adlène Guedioura del Watford: tiro fulminante da trenta metri, deviato in angolo dal solito Mathlouthi.

Nuovi brividi arrivano a metà primo tempo. Al 21′ il tunisino Youssef Msakni colpisce di tacco su un corner di Khazri: la palla scorre a filo di tutta la linea di porta e poi, sul secondo palo, Ahmed Akaïchi non riesce a correggere in porta in scivolata. Al 24′ è di nuovo decisivo Mathlothi, che si fa trovare pronto quando Slimani libera al tiro dal limite dell’area il compagno di club Riyad Mahrez.

Nel secondo tempo la Tunisia sale in cattedra, mentre le individualità algerine sembrano scomparire: un silenzio particolarmente rumoroso è proprio quello di Mahrez, notevolmente sbiadito rispetto al primo tempo. Il gol del vantaggio arriva al 50′ sugli sviluppi di una rimessa laterale. Ferjani Sassi, il “Pirlo” tunisino, scavalca la difesa e libera Msakni sulla fascia: l’ala ventiseienne si porta sul fondo e prova a crossare in mezzo, ma la palla rimbalza sul ginocchio di Aïssa Mandi e inganna Asselah, insaccandosi inesorabilmente alle sue spalle.

Al 64′ il rocambolesco pareggio su rigore: è la prima occasione offensiva dell’Algeria, Mathlouthi respinge una punizione di pugno e Msakni spazza dal limite dell’area. Nell’altra metà campo ad aspettare palla è il partenopeo Faouzi Ghoulam, che colpisce di testa all’indietro, regalando il pallone all’accorrente Khazri. Ghoulam non ha altra scelta se non quella di abbatterlo in area, regalando alla Tunisia il tiro dal dischetto con cui Naïm Sliti (nato a Marsiglia, in forza al Lille) sigla il raddoppio spiazzando totalmente Asselah.

Nel finale l’Algeria rialza la testa: Mahrez finalmente si sveglia e smarca Slimani in area, ma Mathlouthi riesce a deviare in corner prima di farsi male e farsi sostituire da Rami Jridi, non senza perdere quattro preziosi minuti di tempo. Dopo un corner per l’Algeria non concesso dall’arbitro delle Seychelles, che non vede l’ultimo tocco del tunisino Yakoubi, l’Algeria accorcia le distanze all’inizio dei cinque minuti di recupero: Guedioura viene smarcato in area e crossa rasoterra di prima per la conclusione al volo del subentrato Sofiane Hanni (Anderlecht), su cui Jridi non può nulla. Troppo tardi: nonostante la pressione algerina, la Tunisia riesce a gestire gli ultimi minuti e addirittura a terminare la partita all’attacco.

Per la Tunisia è un rilancio importante dopo la sconfitta con il Senegal (giunta comunque dimostrando un ottimo gioco, con tanti errori sotto porta), mentre l’Algeria di Leekens mostra tutti i limiti e i dubbi lasciati intuire nelle gare di qualificazione a Russia 2018, iniziate con il piede sbagliato, pareggiando con il Camerun e perdendo 3-1 con la Nigeria. E, considerando che il prossimo avversario è il Senegal, ora le Volpi del Deserto rischiano l’eliminazione al primo turno.

SENEGAL – ZIMBABWE 2-0
Mané 9′, Saivet 13′
HIGHLIGHT

I favori del pronostico sono tutti per il Senegal, vittorioso nella prima uscita contro la Tunisia, anche se lo Zimbabwe contro l’Algeria nella prima giornata ha ampiamente dimostrato di essere un avversario ostico, soprattutto in contropiede. Una piccola curiosità: questa è la prima partita di questa edizione in cui si affrontano due allenatori della stessa nazionalità della propria squadra.

Il Senegal parte subito forte per sbloccare il risultato e facilitarsi la vita, come nella gara precedente, e crea una grande occasione al 5’ con Mame Diouf che, solo davanti al portiere, tira sull’esterno della rete. Il vantaggio lo trova poco dopo, al 9’, grazie a un’ottima azione di Keita Balde che mette in area una gran palla rasoterra, Mane la deve solo spingere in rete. Sull’1 a 0 i senegalesi giocano sul velluto, lo Zimbabwe sembra impotente di fronte alle scorribande sulle fasce di Keita Balde, scatenato, e di Saivet, ali del 4-4-2 old school messo in campo dal pittoresco selezionatore Cissé (un rasta con occhiali hipster e pizzetto da carabiniere, per capirci).

Il raddoppio arriva al 13’ con una gran punizione proprio di Saivet, bellissimo tiro a giro a scavalcare la barriera. I Leoni della Teranga hanno tutto l’interesse ad addormentare la partita senza rischiare di subire i contropiedi avversari, e i Guerrieri sembrano tramortiti da questo inizio shock. Verso la mezz’ora lo Zimbabwe si affaccia timidamente nella metà campo senegalese, guadagnando un paio di punizioni dal limite che però non spaventano Diallo. Proprio quando stava prendendo un po’ di coraggio, però, il Senegal ha di nuovo alzato il baricentro ed è tornato a gestire la partita, mettendo in ghiaccio il doppio vantaggio fino al duplice fischio, nonostante l’occasione concessa a Billiat al 43’.

Il secondo tempo inizia praticamente come il primo, con i senegalesi arrembanti e Mame Diouf che spreca un’occasione dopo una manciata di secondi (a onor del vero ne sprecherà altre tre nel giro di un quarto d’ora, prima di lasciare spazio a Moussa Sow). Lo Zimbabwe sembra sempre più impotente e remissivo, atteggiamento ben diverso rispetto al match contro l’Algeria, merito di sicuro di una squadra avversaria ben più coesa e concentrata rispetto ai nordafricani. Al 63’, però, una fiammata improvvisa: Mushekwi si libera in area e subisce un fallo che sembrava abbastanza evidente, ma l’arbitro lascia correre. Il Senegal a questo punto torna ad attaccare, Mane butta via due ottime opportunità per chiudere la partita e anche Keita Balde, uno dei migliori in campo, prova a entrare invano nel tabellino dei marcatori. Dopo un tragicomico tentativo di rovesciata congiunta stile Holly e Benji da parte di Sow e Mane, molto gradita dalla regia gabonese, e una serie di occasioni sprecate da Keita (porta stregata per lui), non succede praticamente più nulla e i Leoni della Teranga si avviano tranquilli verso la qualificazione matematica. Rimane a un punto lo Zimbabwe, come l’Algeria. I Guerrieri quindi si giocheranno tutto contro la Tunisia, a cui peraltro basterà un pareggio per accedere ai quarti di finale.

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