CAN 2015, finale: Costa d’Avorio campione grazie alla favola di Boubacar Barry!

COSTA D’AVORIO – GHANA 0-0 (9-8 dcr)

Alla fine la Coppa d’Africa 2015, dove è capitato tutto quello che poteva capitare, dal ritiro del paese ospitante al ripescaggio di una squalificata, da Ebola a una squalifica per doppie identità, dal sorteggio per il passaggio del turno al lancio di oggetti in semifinale, dalle imprese (pur con aiutino) della Guinea Equatoriale alle delusioni di Senegal e Camerun, è stata decisa all’undicesimo rigore da Boubacar “Copa” Barry, il portiere di riserva della nazionale ivoriana, che ha sostituito Sylvain Gbohouo per la finale.

Con la partita terminata sullo 0-0 e le sostituzioni di Gervinho (andato a sedersi spalle al campo e visibilmente nervoso) e Asamoah Gyan, sostituiti da Gadji Tallo e Emmanuel Agyemang-Badu per i rigori, la partita era destinata a ricordare la finale del 1992 tra le due squadre, una interminabile lotteria di 24 rigori, 21 dei quali trasformati, la prima occasione in cui tutti i giocatori in campo tirarono un rigore a livello internazionale. Le due squadre ci sono andate vicine, tirando 22 rigori, solo 17 dei quali però trasformati.

Dopo due rigori, la Costa d’Avorio sembrava già spacciata: mentre Mubarak e Jordan Ayew trasformavano agevolmente i loro tentativi, Wilfried Bony colpiva la parte bassa della traversa e Tallo, subentrato a Gervinho apposta per i rigori, mandava il suo penalty lontano dai pali. A resuscitare gli Elefanti una parata di Barry sul terzo rigore di Acquah e un errore marchiano di Acheampong sul quarto rigore ghanese: Aurier e Doumbia segnano i loro rigori e pareggiano i conti in vista del quinto rigore. Sono i capitani a presentarsi dal dischetto: André Ayew spiazza Barry e porta il Ghana in vantaggio, Yaya Touré di potenza supera Razak Brimah e i rigori vanno a oltranza. Nessuno sbaglia, anche se Barry riesce a toccare il pallone in due occasioni.

All’undicesimo scambio di rigori tocca ai portieri presentarsi dal dischetto. Il primo a tirare è Brimah: Barry raggiunge il tiro e lo devia lontano dai pali poi, dolorante, fatica a rialzarsi per tirare il suo rigore e viene ammonito per perdita di tempo. Una volta dietro al dischetto, Boubacar Barry angola il tiro a perfezione, supera Brimah e diventa l’eroe della Costa d’Avorio.

Boubacar Barry, 35 anni, portiere del Lokeren, è stato scelto per sostituire Sylvain Gbohouo, sofferente per un infortunio alla coscia. Per i ghanesi, nonostante la preoccupazione per l’infortunio patito ai quarti, in campo Asamoah Gyan, con Jordan Ayew in panchina.

Gli Elefanti partono meglio, ma solo in due occasioni sono pericolosi o quasi: Yaya Touré batte una punizione che con comodo Brimah para; un errore di Baba mette in moto Gervinho, palla per Gradel e tiro fuori. Le Black Stars escono alla distanza e colpiscono entrambi i legni della porta di Barry. In particolare grida vendetta il gran sinistro di Atsu che si ferma sul palo alla sinistra del portiere ivoriano. Buona occasione anche l’azione in cui André Ayew, lanciato da Baba, colpisce il palo dal fondo sbagliando un cross o “masticando” un tiro.

Il secondo tempo scorre via senza troppe emozioni: i ghanesi sembrano in grado di giocare a un ritmo più alto rispetto a una Costa d’Avorio molto deludente. Attorno all’ora di gioco episodio discutibile: John Boye tira una testata all’ivoriano Eric Bailly, l’arbitro fa alzare Bailly e non sanziona il ghanese. Anche i supplementari sembrano trascinarsi, nonostante una buona occasione di Jordan Ayew che, entrato da pochi minuti, vede il suo tiro bloccato da Kolo Touré. Resta il tempo solo per le sostituzioni e per consegnare la lista dei rigoristi, e per vedere l’impresa di Boubacar Barry e respirare il profumo del titolo vinto nel 1992.

L’affermazione ai rigori sul Ghana di allora aveva segnato il primo titolo continentale per gli ivoriani, che non si erano più riusciti a ripetere, raggiungendo altre due volte la finale, ma trovandosi costretti ad alzare le mani, per giunta entrambe le volte ai rigori: nel 2006 contro l’Egitto di Aboutrika, nel 2012 contro lo Zambia allenato dallo stesso Hervé Renard che stasera sedeva sulla panchina ivoriana. L’allenatore di Aix-les-Bains, approdato nel 2008 in Africa proprio alla guida dello Zambia e poi passato per la guida dell’Angola e dell’USM Algeri, era tornato alla guida della nazionale zambiana ereditandola da Dario Bonetti e portandola a una vittoria poetica a Libreville, teatro dell’incidente aereo che era costato la vita alla generazione d’oro di Kalusha Bwalya, ai rigori sulla Costa d’Avorio, squadra di cui avrebbe preso la guida nel luglio 2014.

Damiano Benzoni e Calcio Romantico

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