Coppa d’Africa, day 3: Girone C, RD Congo avanti nella noia

Terza giornata di Coppa d’Africa, e inizia il girone C. Se uno dei temi che ci regala la giornata è l’ennesimo flop di una nordafricana, dopo quelli di Algeria e Marocco, un altro è quello di due partite relativamente noiose, con una sola rete segnata in 180 minuti, nonostante questo sia un raggruppamento di grandi allenatori per l’Africa.

Il pareggio a reti bianche tra Costa d’Avorio e Togo vede infatti fronteggiarsi i francesi Michel Dussuyer e Claude Le Roy. Il primo, 57 anni, ha allenato a più riprese la Guinea e il Benin), mentre Le Roy, 68enne, ha allenato per la prima volta in Africa nel lontano 1986 e ha guidato le nazionali di Camerun, Senegal, RD Congo, Ghana e Congo, oltre a Oman, Siria e Malaysia, prima di approdare al Togo. Alla sua sesta partecipazione a una Coppa d’Africa, Le Roy vanta anche due finali, una vinta e una persa, alla guida del Camerun negli anni ’80. Nell’altro incontro si sono fronteggiati il congolese Florent Ibengé (uno dei quattro allenatori africani presenti al torneo, subentrato nel 2015 proprio a Le Roy) e un altro francese che ha lasciato il segno nel calcio d’Africa: Hervé Renard, 48 anni, vincitore di due Coppe d’Africa con Zambia e Costa d’Avorio, approdato lo scorso anno sulla panchina del Marocco.

COSTA D’AVORIO – TOGO 0-0

HIGHLIGHTS

(Calcio Romantico) La Costa d’Avorio, orfana di tanti elementi della generazione d’oro che le ha permesso di alzare la Coppa d’Africa due anni fa, parte favorita per questa sua prima uscita, ma impatta in un attento Togo trascinato sempre da Emmanuel Adebayor, anche se in questa stagione non è riuscito a trovare una squadra di club. Il ricambio generazionale si vede eccome, ci vorrà del tempo per ingranare a livello tattico, ma le doti tecniche dei singoli sono nettamente superiori rispetto allo standard della competizione.

A inizio partita il Togo sembra avere idee più chiare, almeno fino alla trequarti ivoriana, ma Adebayor è lento e sempre anticipato. Gli Elefanti giocano solo per (sterili) lanci lunghi, ma con la prima verticalizzazione palla a terra creano subito un’occasione con Kodjia, punta dell’Aston Villa, messo in porta da Kalou al 9’, parata di Agassa. La Costa d’Avorio si affaccia più del Togo nell’area avversaria, ma soffre le ripartenze degli Sparvieri che in cinque minuti, tra 24’ e 29’, proprio in contropiede sfiorano per due volte il vantaggio: nel primo caso un gran tacco di Adebayor (sarà imbolsito, ma sa giocare a calcio) smarca Ayité, ostacolato però dal compagno Laba al momento della conclusione. Poi Dossevi si trova davanti al portiere Gbohouo ma gli tira il pallone praticamente addosso. Il resto della prima frazione di gioco vede sempre una leggera supremazia territoriale degli Elefanti, che però non riescono quasi mai a impensierire gli avversari.

A inizio ripresa gioco molto spezzettato, tanti falli e tanti errori da entrambe le parti, finché al 55’ Kodjia (peraltro in fuorigioco) non spreca di testa l’ennesimo cross dalla trequarti. Gli ivoriani provano ad aumentare il ritmo, ma continuano a soffrire la velocità del Togo in contropiede, i capovolgimenti di fronte sono continui ma le occasioni latitano. Al 68’ Zaha si libera benissimo al tiro dopo un’azione personale, ma è chiuso dal genoano Gakpé, uno dei migliori in campo. Dall’altra parte altra occasione sprecata al 79’, di testa da parte di Laba, sempre su spunto di Adebayor. Dalla metà del secondo tempo la partita è molto gradevole, ma regna l’imprecisione sotto porta da parte di entrambe le squadre.

L’ultima occasione è sulla testa di Aurier, che prova a indirizzare la palla all’angolino ma manda fuori: il match si chiude a reti inviolate. Non avrei mai pensato di scrivere una cosa del genere in vita mia, ma davvero in questa Costa d’Avorio si è sentita la mancanza di un Gervinho (infortunato e in tribuna, sempre sobrio col suo outfit bianco/oro) che avrebbe potuto scardinare l’attenta difesa togolese e dare profondità ai suoi.

RD CONGO – MAROCCO 1-0
Kabananga 55’
HIGHLIGHTS

(Calcio Romantico) Lo stadio di Oyem si colora (anche se ampi settori rimangono vuoti) per la seconda partita odierna, tra Repubblica Democratica del Congo e Marocco, e la CAF forse per non scontentare nessuno decide di far scendere in campo le squadre con due maglie molto difficili da distinguere. I grandi nomi in campo, a parte Bakambu che sta ben figurando al Villareal, sono praticamente tutti per i nordafricani (allenati peraltro dal ct campione in carica, Hervé Renard) ed è proprio uno di essi, El Kaddouri, a colpire la traversa al 1’ da fuori area. Il Marocco a inizio gara cerca di tenere alto il baricentro, ma non riesce a entrare nell’area congolese se non con un altro tiro, stavolta respinto da un difensore, del calciatore del Napoli, e con i calci piazzati.

La partita è ruvida, molti gli interventi fallosi soprattutto da parte dei Leopardi. I marocchini iniziano a sfruttare il gioco sulle fasce e al 20’ Bouhaddouz, attaccante del St. Pauli, prova a sfruttare col tacco una bella palla tesa dalla destra, ma non colpisce il pallone. Verso la mezz’ora di gioco i congolesi si affacciano dalle parti di Munir (stranamente con la maglia numero 12 in luogo del gettonatissimo 16) con due tiri da fuori che però non spaventano più di tanto i Leoni dell’Atlante. Il resto del primo tempo è noioso, i nordafricani gestiscono uno sterile possesso palla a centrocampo, ma non riescono ad andare molto oltre un’azione personale del diciannovenne Mendyl.

Il Marocco parte forte anche nella seconda frazione di gioco con due incursioni nell’area avversaria, ma dopo poco si rivede il canovaccio dei primi quarantacinque minuti: noia e falli, tanto che la regia inizia a regalarci primi piani dell’abbronzatissimo Renard. All’improvviso, però, dal nulla i Leopardi sbloccano il risultato: Mubele coglie il palo con un cross dalla sinistra, la palla arriva a Kabananga che, lasciato solissimo da El Kaddouri, la spinge alle spalle di un disorientato Munir. I nordafricani provano subito a reagire, spinti da un ottimo Bossoufa, ma i congolesi riescono quasi subito a riaddormentare la partita. Ed è di nuovo noia, a parte due tiri al 70’ da parte di En-Nesyri. Poi entrano in campo i due numeri 9, Mbokani per il Congo ed El Arabi per il Marocco (17 gol in 13 presenze finora in stagione, anche se in Qatar), e quest’ultimo sfiora subito il gol di testa dopo il fallo che ha lasciato i Leopardi in inferiorità numerica: ebbene sì, Mutambala, entrato al 65’, è riuscito a rimediare due cartellini gialli in un quarto d’ora scarso. All’86’ è di nuovo El Arabi a rendersi pericoloso, ma trova una gran parata di Matampi. Ci si aspetta un assalto finale dei nordafricani, ben sei i minuti di recupero a loro disposizione, con un uomo in più, ma non succede praticamente più nulla. I difensori congolesi, anche se molto stanchi, riescono sempre a spazzare la palla il più lontano possibile dalla propria area e portano a casa un’insperata vittoria.

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